Al Gran Sole Carico d’Amore. Percorso multimediale sull’azione scenica di Luigi Nono, Triennale di Milano, dal 6 Settembre 2011

foto di Luigi Ciminaghi

La Fondazione Paolo Grassi-La voce della cultura (SITO) presenta alla Triennale di Milano (MAPPA) una mostra imperdibile. Inaugurazione: martedì 6 settembre ore 18.00. Chiunque abbia vissuto Milano negli anni Settanta vi troverà memoria e potrà fare, tra l’altro, il pieno di quella energia culturale che sarebbe utile riattivare, oggi. Chi non ha conosciuto quegli anni o le figure – davvero giganti – di Luigi Nono e Paolo Grassi (il musicista e il committente), colmerà una lacuna e trarrà ispirazione. L’enfasi di questo nostro invito deriva dalla convinzione che Milano abbia bisogno di questo carburante, per risorgere come Fenice…

Al gran sole carico d’amore / Nono/Abbado/Grassi/Ljubimov/Borovskij

Un percorso multimediale sull’azione scenica di Luigi Nono

6 Settembre – 2 Ottobre 2011, Triennale di Milano (SITO)

Grassi, Borovskji, Varisco, Ljubimov

I materiali in mostra tracciano un percorso circa la genesi e la prima esecuzione assoluta di “Al gran sole carico d’amore”azione scenica commissionata da Paolo Grassi per il Teatro alla Scala nel 1972 e portata in scena al Lirico di Milano nell’aprile del 1975.

Coordinatore scientifico: Giorgio Mastinu

Consulenza artistica: Mimma Guastoni

Allestimento: Mammafotogramma

Organizzazione: Francesca Grassi /Fondazione Paolo Grassi-La voce della cultura

*

Luigi Nono - foto Luigi Ciminaghi

I materiali in mostra, provengono in gran parte dall’Archivio Luigi Nono di Venezia (fondato nel 1993, su iniziativa di Nuria Schoenberg NonoSITO), costituiscono un percorso volto a documentare la genesi e la prima esecuzione assoluta dell’azione scenica Al gran sole carico d’amore, commissionata da Paolo Grassi (allora Sovrintendente del Teatro alla Scala) nel primi mesi del 1972, prevista per la primavera del 1974 e finalmente portata in scena al Lirico di Milano nell’aprile del 1975 (ripresa poi con lo stesso allestimento nel 1978).

Una selezione di libri annotati dalla biblioteca di Luigi Nono consentirà di verificare le prime fonti letterarie della costruzione librettistica (Da Brecht a Lenin, da Louise Michel a Pavese…) e traccerà un primo “ritratto” di Nono tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

La raccolta di lettere ripercorre i primi contatti con la produzione, la scelta del regista e dello scenografo – il russo Ljubimov e l’ucraino Borovskij – e le difficili mediazioni con le amministrazioni russe e milanesi, sostenute dal fondamentale appoggio di Julia Dobrovolskaja (traduttrice, interprete e amica) e di Paolo Grassi.

Un secondo insieme di materiali – autografi di Nono – accompagna la narrazione direttamente dentro il “laboratorio”: testi, musica, scena, luci, coreografie sono pensati, composti e coordinati in simultaneità (nel lavoro comune condotto con Ljubimov a Mosca nell’estate del 1973, così come allo Studio di Fonologia di Milano con Marino Zuccheri, poi in teatro con Claudio Abbado, Borovskij e Jacobson) e documentati da una serie di materiali dal forte impatto grafico, esprimendo così a pieno il “clima” culturale, estetico, artistico, ma anche politico, sociale e umano, nel quale l’azione scenica Al gran sole carico d’amore viene generata. Dagli studi per i testi alle numerose varianti per la struttura generale fino ai primi schizzi musicali e alla partitura pubblicata, appaiono sempre evidenti i segni di un lavoro collettivo condotto con “coscienza e analisi”, portato poi in scena con risultati straordinari, documentati in mostra delle fotografie degli incontri preparatori, delle prove, del debutto così come da altri contributi audio e video.

L’accesso ai files d’archivio consentirà al visitatore la libera formulazione di un proprio percorso all’interno di un’ampia selezione dei materiali e della genesi di un capolavoro del teatro moderno.

Giorgio Mastinu (coordinatore scientifico) (SITO)

*

foto di Luigi Ciminaghi

Descrivere la genesi del gran sole non può tralasciare il senso di una forte speranza politica, o meglio di un grande afflato verso la libertà e la dignità degli esseri umani ma allora tutto fu interpretato, anche da autorità milanesi, addirittura come una campagna a favore del partito comunista, “questa Scala coperta di Bandiere Rosse” titolavano i quotidiani. Il primo colpevole non poteva essere altri che il Sovrintendente del Teatro Paolo Grassi, colui che aveva commissionato il lavoro e tanto l’aveva sostenuto. Molto ho imparato dalla forza della reazione di Paolo Grassi, non si è lasciato neppure scalfire dalle polemiche e ha guidato l’operazione con sicurezza, convinzione e maestria.

I giganti non si possono imprigionare in iniziative limitate come una mostra ma ricostruire il rapporto tra Grassi e Nono, dare atto della nascita di “Al Gran Sole carico d’amore” è sembrato a noi della Fondazione un gesto d’amore, di rispetto e a favore della conoscenza del teatro e della musica.

Mimma Guastoni (consulenza artistica)

*

foto Luigi Ciminaghi

La mostra propone un percorso all’interno dell’opera Al Gran Sole Carico d’Amore di Luigi Nono attraverso immagini suoni e documenti.

L’allestimento è progettato per potersi adattare ai più diversi spazi espositivi, con differenti metrature e accessi, o particolari condizioni di luce.

All’ingresso è posto l’archivio con gli spartiti, le fotografie, le lettere e le interviste, incorniciati in una struttura di legno che permette un facile e rapido esame del materiale. Subito dopo s’innalza, fino a 6 metri d’altezza, la ricostruzione a grandezza naturale della scenografia dello spettacolo, con alcune delle originali pedane, dove i cantanti del coro erano imbragati e sospesi sul palcoscenico. L’approfondimento è reso possibile da una postazione multi-touch, interattiva, per la consultazione del materiale d’archivio. L’interfaccia è di facile uso sia per un’indagine approfondita, sia per un’informazione più generale a chi si avvicina per la prima volta all’opera di Nono.

Uno zootropio circonda un fedele modellino della scenografia e permette di vederne riprodotto il movimento. Attraverso uno strumento del pre-cinema, il pubblico è coinvolto direttamente nella magia dello spettacolo.

In realtà non c’è un verso, né una direzione univoca nel percorso espositivo/sensoriale. Il visitatore può lasciarsi attrarre dai contenuti, o preferire l’esperienza visivo/sonora. La leggibilità contenutistica s’intreccia con uno spettacolo coinvolgente e appassionante.

Tecnologie avveniristiche incontrano tecniche e materiali tradizionali. Il legno e il ferro si alleggeriscono grazie all’unione con la tela e la luce, creando forme eteree, leggere e articolate. Questa scelta è un omaggio a Nono, che voleva creare un’opera d’arte totale, atemporale e sovrastorica, in dialettico confronto con la contemporaneità.

Mammafotogramma Studio (allestimento) (SITO)

*

La figura di Paolo Grassi si pone come una delle più importanti personalità di organizzatore culturale e intellettuale dell’Italia del secondo Novecento.

Il suo nome è legato alla fondazione del Piccolo Teatro di Milano ma Paolo Grassi è stato anche Sovrintendente del Teatro alla Scala, Presidente della RAI, e, giovanissimo, consulente editoriale per la Casa editrice Rosa & Ballo.

La Fondazione Paolo Grassi-la Voce della cultura è finalizzata a raccogliere e diffondere tutti i documenti: lettere, articoli, editoriali, interviste legati alla figura e all’attività di Paolo Grassi e dei suoi collaboratori, con pubblicazioni specifiche,“ I Quaderni della Fondazione”, e l’organizzazione di  convegni, mostre e letture pubbliche.

“Al gran sole carico d’amore”, l’opera commissionata da Paolo Grassi nel 1972, seconda esperienza teatrale e momento chiave nell’opera di Luigi Nono, è uno dei progetti teatrali più innovativi del teatro musicale italiano del secondo dopoguerra.

L’allestimento ripristina una “memoria” sulla produzione dell’opera e sui colloqui con l’amministrazione comunale, con il teatro milanese, con la stampa e con personalità della cultura e della politica.

La mostra prende per mano il visitatore di oggi, e gli fa  rivivere le stesse emozioni di 36 anni fa tra immagini e suoni, scritti e voci dell’epoca.

Francesca Grassi (Presidente comitato esecutivo della Fondazione Paolo Grassi – la voce della cultura)

*

CONTATTI

a.magli@fondazionepaolograssimilano.org

340 9037334

SITO: www.mammafotogramma.it

www.fondazionepaolograssimilano.org

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 4.246 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: