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Compagnia della Fortezza, Festival Volterrateatro, Teatro

E SE INVECE…: Intervista ad Armando Punzo, regista della Compagnia della Fortezza

 La nuova produzione della Compagnia della Fortezza e la XXV° edizione del Festival di Volterra: il ponte tra città libera e città reclusa. La Compagnia della Fortezza da anni lavora per la costruzione di una compagnia stabile in carcere. Nessuno aveva mai pensato prima di trasformare un carcere in un teatro. Abbiamo intervistato il fondatore e regista nonché direttore artistico del Festival Volterrateatro Armando Punzo.

 L’attesa è breve e leggera. L’ufficio del carcere di Volterra è già all’erta per consentire l’intervista telefonica con Armando Punzo che, infatti, arriva subito al telefono, come al telefono di casa sua. È palpabile che lui “viva” in carcere, col carcere, pur non essendovi detenuto, e quindi verrebbe da seguire l’iter delle domande pensate, partendo dalla sua scelta, da 23 anni di un uomo e di un ‘fare teatro’ spesi in questa precisa realtà e comunità di riferimento. Mi accorgo che è invece il passo danzante di Mercuzio a disegnare la strada giusta per parlare profondamente di tutto, comprese le sue scelte di uomo e teatrante. Mercuzio, poeta, disilluso, sognatore dell’opera Romeo e Giulietta di Shakespeare, muove le tematiche sia del Festival Volterrateatro che della nuova produzione della Compagnia della Fortezza. Perché Mercuzio non vuole morire. E lo grida, colto da un impeto di orgoglio, lo grida ribellandosi al suo stesso padre-autore “Non voglio morire”. Mercuzio non vuole morire così come la Compagnia della Fortezza che, insieme al Festival, prosegue nonostante i tagli, le sottrazioni, gli impedimenti. Continuare a seminare la strada della forza del teatro che può cambiare un luogo, creare un ponte tra il castello/carcere, dove l’”impossibile” non esiste, e la piazza/cittadinanza libera, tessendo le trame di ogni “e se invece…” che poesia, arte, teatro, musica e uomini possono immaginare e realizzare. Questo è il modo di resistere. “E se invece…” è un po’ la parola d’ordine di Armando Punzo non solo per tutta la realtà che gira intorno alla Fortezza, ma più universalmente per il senso del teatro, della cultura, dell’arte, e per difendere l’umanità.

“Anche il passo danzante di Mercuzio vorremmo ci accompagnasse fin oltre la soglia del nuovo millennio” scrive Italo Calvino nelle Lezioni americane dove tratta anche il tema della Leggerezza di Mercuzio; ed è molto probabile che ciò avvenga per la Compagnia della Fortezza, il Carcere di Volterra e la Città di Volterra. Accompagnati verso una nuova esistenza – umana, artistica, culturale, sociale – possibile, davvero praticabile.

Perché Mercuzio? Perché l’accento sul suo non voler morire, sul desiderio che non muoia? Nell’opera di Shakespeare Mercuzio poeta, attore, artista, spirito libero, simbolo della fantasia, dell’immaginazione, della leggerezza, proprio inseguendo la vita e i sogni sembra predestinato a morire…

“E se invece Mercuzio non morisse? Noi proviamo a rileggere, a immaginare un percorso diverso. Mercuzio non muore e il mondo è diverso: sopravvive il teatro, l’arte, la poesia. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia. Nell’opera stessa, con la morte di Mercuzio, si trasforma in tragedia anche la scrittura. E così oggi. Nei nostri tempi. Gli artisti, i poeti, gli intellettuali, possono essere schiacciati, sacrificati come sotto un qualsiasi totalitarismo, anche in tempo di democrazia, e quest’ultima sa essere poco tenera alla stessa identica maniera. E a nulla serve l’illusione di potersi esprimere liberamente, quando sono tagliati e abbattuti “culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo e fruitore della libertà che solo la cultura può dare. Avevamo appena finito la tourneé e le fatiche della precedente produzione, in realtà non immaginavo di imbarcarmi in così poco tempo in un nuovo mastodontico progetto. Ma rileggendo Romeo e Giulietta, pensando anche alla politica, alle continue dispute, divisioni, invece di pensare al bene pubblico, mi sono continuate a girare nella mente alcune frasi: “mentre loro si disputano, i figli migliori muoiono” e “se tu avessi dato a me le battute di Romeo sarebbe stato tutt’altro amore”. E, ricordi il passo in cui Romeo uccide Mercuzio?”

In che senso? É Tebaldo che uccide Mercuzio.


Romeo - “Peace, peace, Mercutio, peace!                    
               You talk’st of nothing.                                                  
Mercutio - “True, I talk of dreams;                                 
Which are the children of an idle brain,                          
Begot of nothing but vain fantasy;                                  
Which is as thin of substance as the air,                        
And more inconstant than the wind, who wooes            
Even now the frozen bosom of the North                       
And, being anger’d, puffs away from thence,                 
Turning his face to the dew-dropping South.”

Romeo
“Basta, basta, Mercuzio, basta!
Tu parli di niente”
Mercuzio – “Giusto, giusto io parlo dei sogni
che son figli di una mente vagabonda
pieni soltanto di vana fantasia,
che meno sostanza ha dell’aria
ed è più incostante del vento
che ora corteggia le gelide gole del nord
e poi furibondo fugge lontano
tornndo al sud in cerca di calore

È adesso che muore Mercuzio, che muore veramente, svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare. Quando verrà trafitto dalla spada di Tebaldo è solo un corpo vuoto. Sono le parole di Romeo a ucciderlo. È la pesantezza di Romeo che permette alla disillusione di avanzare. Cosa resta a un uomo se gli togli la speranza? Noi la speranza non la togliamo, la alimentiamo. Anche il momento in cui Mercuzio racconta del sogno è emblematico. Si intuisce che potrebbe andare avanti all’infinito ed esplorare, evocare universi interi. È portatore dell’arte, della cultura. È la possibilità. Per questo ho ritenuto importante lavorare sulle corde di Mercuzio. Su ciò che è e rappresenta: il sogno, la speranza, la capacità di immaginare altro, l’arte, la cultura. Il poeta smette di sognare? Si arrende alla realtà? E se invece ciò non succedesse? E se invece sopravvive? Riscatta la sua natura di poeta e artista. Se la storia di Romeo fosse stata la sua, Mercuzio avrebbe contrapposto, forse, città reale e città ideale. È il nostro modo di disegnare la relazione possibile tra libertà e prigione. È da questa esigenza forte, dalla voglia di continuare a sognare, dal non volersi arrendere alla realtà, che prende avvio il progetto “Mercuzio non vuole morire”. Nessuna critica o giudizio. La mia è solo una rilettura. Un “E se invece…” che trovi analogie e differenze con altri eroi della letteratura che non si sono arresi all’evidenza: Ulisse, per esempio, che nonostante tutto raggiunge la sua Itaca. La compagnia della Fortezza, ancora una volta, vuole provare a immaginare un mondo diverso.”

Il Festival Volterrateatro è nato e cresciuto attorno al Carcere La Fortezza. È da sempre simbolo di un grido di libertà, di urgenza, di emergenza, di lotta e impegno per la cultura e l’arte in ogni sua forma. Quest’anno è anche l’affermazione di una reale speranza per gli uomini, la cultura e l’arte?

“Mai come quest’anno, il tema del Festival corrisponde esattamente e si fonde con la nuova produzione della Compagnia della Fortezza. Due identità autonome e ben distinte che uniscono le forze e le aspirazioni per accogliere gli artisti su un palcoscenico ideale che lega la città libera con la città reclusa. La piazza e il carcere. E un ponte che li leghi, li metta in reale comunicazione. Non solo nelle visioni e possibilità future – la messa in scena dello spettacolo l’anno prossimo con tutti i cittadini di Volterra, reclusi e liberi, bambini e anziani, arrivando fino alla realizzazione di un film ispirato alla Compagnia della Fortezza – ma fin d’ora, da queste settimane di luglio, con un continuo collegamento attivo tra dentro e fuori, tra piazza e carcere. Oggi il Carcere di Volterra non è più un Istituto di pena ma un Istituto di Cultura, ed è anche questo che permette, in questa edizione, di “invadere” la Fortezza come in una presa della Bastiglia: compagnie e artisti continuamente dentro e fuori e così per gli spettatori. Un’occupazione di teatro, poesia, arte, musica e talenti. La città reclusa e la città libera saranno in continua relazione e dialogo, la Piazza dei Priori e il campo del carcere saranno un’unica cosa, un unico palcoscenico fisico e ideale. Ci troveremo tutti in una dimensione nuova che muta continuamente, liberata, in un mondo nuovo. È più di una speranza. È la leggerezza di un’azione concreta. Un ponte e un’”invasione” che mira anche a rilanciare il progetto “Per un teatro stabile in carcere.” È necessario che il carcere diventi un teatro. Un teatro stabile, non solo un’azione teatrale, offrendo dunque anche molte più possibilità, concrete, come prospettare agli attori di essere assunti. È un’altra possibilità per il teatro stesso. Sostengo fin dall’inizio del mio percorso che il teatro non è una cura, non è un servizio sociale, non è una forma di rieducazione, questa visione “salvifica” serve all’opinione pubblica. Ma non è così. Non penso a un carcere da migliorare ma a un teatro da crescere. Il carcere come istituzione è la cosa e l’idea da far sparire. Davvero io non amo nemmeno l’espressione “teatro in carcere”. Pensare di trasformare un carcere in un teatro non è solo qualcosa cui nessuno aveva mai pensato, ma soprattutto, nella forma compiuta del progetto, è immaginare in modo strutturato che la fabbrica del male, la fossa dei serpenti, il pozzo infernale, la galera, o comunque si voglia definire un carcere, possa avere un’altra faccia e mettere in discussione il pensiero comune sulla funzione e finalità di un istituto di pena. La forza del teatro può realmente trasformare un luogo. Lo sosteniamo, sperimentiamo e agiamo da 23 anni. Sono molto contento del seguito che sta avendo questa nostra esperienza di 23 anni: convegni europei, fenomeni europei, due realtà, una libanese ed una cilena, che hanno lavorato con noi a Volterra e poi hanno dato vita a progetti analoghi nei rispettivi Paesi. Spero che tutto questo continui a crescere e si muova in questa direzione: pensare all’umanità, al nostro vivere civile, non a rendere “meno peggio” l’istituzione. L’istituzione va eliminata.”

Quest’anno col Festival avete superato il perimetro della città reclusa. Ora è il tempo del superamento di ogni limite e perimetro di conflitto, dove lo spazio dell’archittettura carcere si faccia davvero spazio di ricerca della libertà e della speranza e non di pena (Il potere c’entra?)? Attraverso la cultura, l’arte, il teatro, la poesia, la musica?

“Io non amo incentrare le mie riflessioni sul potere. Sul tema del potere. Perché rischia di impedirci di vedere veramente le cose come sono, così come sono. Non leggo nessuna azione come un fatto di potere, di coercizione di una parte più forte su una meno forte o più debole. Senti, è un fatto che lo Stato non nasce per essere buono. Come è un fatto che il carcere è esplicitazione di un’architettura che viene noi. A me interessa l’architettura umana, interiore. Ed è secondo me questa la strada, percorrendo la quale, superare limiti, conflitti, distanze e divisioni. Mi interessa l’essere umano, indagare, capire, amarlo. La mia compagnia quotidianamente a contatto con una precisa comunità di riferimento fa questo tutti i giorni.

Generalmente il carcere è il grande rimosso, o non se ne parla o se ne parla male. I nostri spettacoli non sono mai stati documentaristici dei luoghi e della condizione perché non è questa la strada per eliminare il carcere. Da tempo sostengo che il carcere come istituzione sia da far sparire. Ma non è parlandone scandalisticamente o tragicamente che lo cambiamo. Io penso al teatro e faccio teatro. E questo va fatto. Non ho cancellato il carcere la Fortezza ma l’abbiamo trasformato. Questo lo posso dire con fermezza e fierezza. Sono cambiati gli agenti, i detenuti, noi e le persone che con noi entrano e si relazionano all’interno di questa comunità. Il teatro nega la realtà, nasce da un’indigestione di realtà e di vita. E così io ogni giorno nego la realtà proprio per trasformarla. Elimino l’idea di carcere dentro di me e dentro chi lavora con me, nego i cancelli, non li vedo più. E io non esco mai dal carcere, fisicamente vado solo a dormire da un’altra parte. Negare per trasformare e inventare. Una creazione artistica è una possibilità di una vita diversa. Dunque sì. È il momento, lo spero, per dar corpo al fatto che un’altra possibilità esiste. “E se invece…” è possibile. La cultura può cambiare la vita reale delle persone. Lo credo e lo sperimento da 23 anni. Il terreno è praticabile. Basta stare davvero a contatto con le persone e avere amore, anche per l’obiettivo umanità. Il problema, per esempio, non è il detenuto cui dare un posto nella società, il problema è il reinserimento, le condizioni sociali che troverà, il convivere umano. Teatro, cultura e arte possono anche questo. “

Dunque verrà realizzato il teatro stabile? Hai avuto risposte concrete per il progetto ?

“Sembrano esserci segnali positivi. Concreti. Partecipate anche voi. Andate sul sito della Compagnia della Fortezza e scrivete una email per chiedere al Ministero a che punto sono i lavori del teatro stabile in carcere. Perché il rischio è di chiudere se il progetto non si realizza. Ed io non posso nemmeno immaginare che senza di me e dopo di me potrebbe esserci il niente. Ma al momento, devo dire, sto vedendo segnali e azioni positive e concrete.”

“Il modo di Mercuzio di muoversi nel mondo” dice Italo Calvino nelle Lezioni americane “è definito dai primi verbi che usa: to dance, to soar, to prickle (ballare, levarsi, pungere)” e noi, così, con lo spirito di chi sa ballare, levarsi e pungere, come tanti Mercuzi che non vogliono morire saremo al Festival di Volterrateatro e all’anteprima della Compagnia della Fortezza. E invitiamo tutti ad andarci. Raccontando poi, al ritorno, non un discorso ma un sogno. Della ricerca della libertà e della difesa della propria umanità, e quindi dell’umanità tutta.

Intervista di Federicapaola Capecchi

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 4 luglio 2011

COMUNE DI VOLTERRA, REGIONE TOSCANA, PROVINCIA DI PISA,

COMUNI DI POMARANCE, CASTELNUOVO V.C., MONTECATINI V.C.

CONSORZIO TURISTICO VOLTERRA VALDERA VALDICECINA

IDEALCOOP  E NUOVA IDEALCOOP  COOP. SOC. ONLUS

CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA S.P.A.

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA

FESTIVAL VOLTERRATEATRO 2011

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO, MUSICA, DANZA, POESIA, VIDEO, ARTE E CULTURA

Volterra, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina,

Montecatini Val di Cecina (Pisa)

I TEATRI DELL’IMPOSSIBILE

dal 18 al 31 luglio 2011

XXV edizione

direzione artistica Armando Punzo

organizzazione Carte Blanche

Il Carcere e la Piazza: i simboli del Festival

Dal 18 al 31 luglio 2011 Volterra e i Comuni di Pomarance, Castelnuovo V.C., Montecatini V.C. ospitano la XXV edizione del Festival VolterraTeatro, un anniversario importante quello dei 25 anni, da festeggiare “con la memoria nel passato” per ricordare quanta strada è stata fatta insieme e “lo sguardo dritto e aperto nel futuro” per immaginare i tanti progetti che ancora possono essere realizzati.

Organizzato dall’Associazione Carte Blanche, con la direzione artistica di Armando Punzo, il Festival è promosso da Comune di Volterra, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comuni di Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C. Un contributo notevole proviene anche da due importanti enti attivi sul territorio della Val di Cecina, il Consorzio Turistico Volterra Valdicecina Valdera e Idealcoop e Nuova Idealcoop cooperativa sociale. Un ringraziamento particolare va alla Cassa di Risparmio di Volterra spa e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, storiche sostenitrici del Festival VolterraTeatro.

Volterra è una città meravigliosa. Tra le sue antiche e preziose mura riesce a contenere la magia della cultura e degli eventi internazionali, facendo convivere all’interno di uno scenario unico al mondo l’innovazione del teatro di ricerca – apprezzato dalla critica e dalla stampa nazionale e estera – con eventi pregni della forza della tradizione e pur tuttavia trasformati da una visione all’avanguardia e dall’uso di nuove tecnologie. Tra le affascinanti strade e le superbe piazze ospita quindi la forza della storia e la potenza dell’innovazione.

Appuntamento imperdibile nelle agende di spettatori e operatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, VolterraTeatro, sotto la direzione artistica di Armando Punzo, ha consolidato la propria vocazione per la ricerca, la sperimentazione e l’avanguardia spaziando dal teatro alla musica, dall’arte al cinema, dalla poesia alla danza, dai progetti destinati alla creatività infantile alle mostre.

I poli d’attrazione di VolterraTeatro 2011 saranno la Piazza e il Carcere, protagonisti assoluti di questa XXV edizione volta a omaggiare i due luoghi simbolo che hanno accompagnato e caratterizzato la storia culturale della città negli ultimi decenni. Due luoghi solitamente agli antipodi, che solo la forza dell’arte è riuscita a unire simbolicamente, facendoli diventare i palcoscenici ideali e insostituibili del Festival.

PROGETTO “PER UN TEATRO STABILE IN CARCERE”- Gli eventi in carcere

Un’occupazione di teatro, poesia, arte, musica e talenti: la presa della Bastiglia può cominciare!

Il Carcere, sempre più spazio di cultura a tutto tondo, sempre più proiettato verso un futuro da Teatro Stabile – il primo al mondo a sorgere in un carcere – diventerà una nuova “Bastiglia”: compagnie e artisti che hanno segnato gli ultimi vent’anni della vita teatrale a livello nazionale e internazionale presenteranno i loro lavori all’interno della Casa di Reclusione di Volterra, occupando ogni angolo della Fortezza con delle versioni site specific, a testimonianza della progressiva e fantastica trasformazione che sta interessando il Carcere.

Ecco che allora l’antica Fortezza Medicea che ospita il Carcere apre i suoi spazi ricchi di storia e si trasforma in un sito deputato all’arte e alla cultura.

Evento di punta, in anteprima nazionale, la presentazione della prima fase del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, sotto la direzione di Armando Punzo. Gli attori detenuti della Compagnia sono in scena con lo spettacolo Romeo e Giulietta – Mercuzio non vuole morire, tratto da Romeo e Giulietta di William Shakespeare (dal 28 al 30 luglio, ore 15.00). Il nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza si concentra sulla figura di Mercuzio, il poeta, il disilluso, il sognatore dell’opera del Bardo inglese. È Mercuzio, che colto da un impeto di orgoglio, si ribella contro il suo stesso padre-autore, si ribella e grida: “Non voglio morire!”. Si ribella a Romeo che lo castiga con la sua ammonizione “Basta, Mercuzio, tu parli di niente” quando parla della Regina Mab, la levatrice delle fate, cocchiera del mondo dei sogni. E il poeta, suo malgrado, è costretto a giustificarsi: “Giusto, io parlo dei sogni!”.  Mercuzio non vuole morire. La Compagnia della Fortezza non vuole morire, anzi vuole far festa con gli abitanti del “villaggio”, festeggiare il traguardo dei primi 25 anni di VolterraTeatro, vuole invitarli nel castello dove “l’impossibile” non esiste, vuole invitare la cittadinanza e tutti gli ospiti a condividere momenti stimolanti con gli artisti che prenderanno in assedio le segrete, i sotterranei, le chiesette, i corridoi, i cortili del carcere: ogni angolo di questo magico castello esploderà di cultura e di teatro.

Tanti sono gli attori, registi, poeti, autori,che renderanno questa edizione del festival un’esperienza unica e irripetibile, ma soprattutto prima che artisti, sono donne e uomini che hanno condiviso un progetto e un’idea con la Compagnia della Fortezza e con la linea artistica di VolterraTeatro e per questo adatteranno i loro lavori ai luoghi e alle caratteristiche del Carcere.

Il Teatro delle Albe presenta un dittico di stampo bruniano.  L’atmosfera suggestiva  dell’antica chiesa del Carcere è ideale per la voce e la presenza scenica di Ermanna Montanari (premio Ubu 2009 come miglior attrice) protagonista del prologo, Siamo asini o pedanti? scritto da Marco Martinelli,  a cui seguirà la “lettura registica” de L’asino cillenico del Nolano di Giordano Bruno interpretato dallo stesso Martinelli (29 luglio luglio, ore 17.00).

«In questo momento che ci si sente dentro una prigionia nascosta da una apparente libertà… portare il lavoro in un vero carcere mi sembra semplicemente un atto fondamentale». Queste le parole di Pippo Delbono, che presenta il suo ultimo lavoro, Amore e carne, nato dal fortunato incontro con il virtuoso violinista rumeno Alexander Balanescu. La voce e il violino si sono avvicinate mescolandosi con le parole di Pasolini, di Rimbaud, di Whitman, di Eliot, per cercare di trovare quei fili segreti, magici forse, che uniscono le persone, le storie, al di là delle differenze, al di là delle nazioni, della lingua, al di là dell’essere ancora qui vivi, al di là dell’essere già partiti.

(29 luglio, ore 19.00).

La compagnia Fanny & Alexander accoglie l’invito di Punzo a entrare in carcere e ritrasformare in esso le proprie opere e lo definisce «(…) un vero e proprio invito alla mescolanza, alla condivisione, alla messa a nudo dei propri fantasmi». La compagnia sarà in scena con ben due spettacoli del ciclo O-Z: Him dove si scoprirà che il mago della famosa storia di Dorothy è in realtà un falso mago e un vero artista, con Marco Cavalcoli la regia di Luigi de Angelis e la drammaturgia Chiara Lagani e West con protagonista una straordinaria Francesca Mazza, che si è aggiudicata per questo lavoro. il premio Ubu 2010 come migliore attrice. West è una sorta di parabola contradditoria, una metafora dell’immaginario contemporaneo e delle sue derive, del potere che le immagini hanno su di noi. Sullo sfondo l’Occidente e i suoi simboli, e il corpo martoriato eppure incredibilmente “normale” della nostra società (30 luglio, ore 17.00 e ore 19.00).

La forza interpretativa di Francesca Mazza è ancora protagonista con lo spettacolo Le troiane, dell’accademia degli artefatti, per la regia di Fabrizio Arcuri. Lavoro rivisitato per VolterraTeatro e tratto da Spara-Trova il tesoro-Ripeti di Mark Ravenhill. Le troiane di Ravenhill diventano i soggetti non solo di una strenua difesa ma anche di un attacco totale (30 luglio, ore 17.00).

Il carcere è pronto ad accogliere anche La stagione delle piogge di Nii Omar Hunter, spettacolo corale e tutto africano della Compagnia del Teatro dell’Argine per la regia di Pietro Floridia. «È il racconto di un diluvio reale e metaforico che sta sommergendo il mondo rendendolo tutto uguale facendo scomparire le differenze sotto un unico manto di acqua. E mi torna alla mente il sottotitolo dell’ultimo spettacolo della Fortezza “Saggio sulla fine di una civiltà (…) Mi fa pensare a un mondo imprigionato in logiche da cui non riusciamo a liberarci, in formule, etichette, parole ripetute così tanto da divenire esauste, senza più vita. Spesso mi capita di pensare che il grande percorso della Compagnia della Fortezza abbia anche a che fare con l’essere radicalmente altro, impermeabile appunto, rispetto al mondo teatrale “normale”. Ecco che, per me, avrebbe un grande senso incrociare il cammino di questi due mondi Altri, di queste due esperienze dell’essere “fuori”, di incrociare due diversi modi di essere stranieri». (28 luglio, ore 19.00).

«Entriamo in carcere con il rimpianto di non esserci finiti prima», queste le parole di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, rispettivamente interprete e ideatrice dello spazio scenico, e entrambi registi dello spettacolo cult  “IO”, una radiografia a un Io, che nella nostra società cresce a dismisura ma che dopo l’inevitabile catastrofe è destinato a ridimensionarsi. “Attenti, in scena c’è un vero anarchico totale (…) una voce scavata e burina dentro un corpo dinamicamente inquieto, capace di far saltare dalla sedia il pubblico”, così Franco Quadri definiva anni fa Antonio Rezza (28 luglio, ore 17.00).

La Compagnia Tardito/Rendina, spesso ospite di VolterraTeatro con i suoi originali lavori di teatro-danza, ai limiti del clown, ritorna la Festival con Il compito con Aldo Rendina, anche regista e coreografo assieme a Federica Tardito. «Portare il Festival dentro al carcere per noi, è segno di un sovvertimento figlio di una verità anelata, rincorsa e sognata. Inspirati dal sogno, ci sentiamo onorati di potervi partecipare» (Tardito Rendina) (30 luglio, ore 17.00).

E ancora Fortebraccio Teatro con Roberto Latini, che risponde “presente” all’invito di VolterraTeatro proponendo il secondo movimento del programma NOOSFERA: Titanic. «Non si tratta di condividere, ma di vivere insieme le stessa condizione – ci spiega Latini – Essere attori di questo Teatro, parte di questo sistema culturale, è come essere imbarcati sul Titanic. Mentre la nave affonda, mentre tutto intorno cade giù, mentre non si capisce mai se quello che tocchiamo è ormai il fondo o se il fondo in fondo non c’è mai, noi, da anni, anni, anni, tutti i giorni, tutti, noi, noi tutti, come l’orchestra del Titanic, suoniamo, suoniamo e continuiamo a suonare» (30 luglio ore 19.00).

Ma il castello-fortezza è insaziabile e riesce a contenere anche il teatro di ricerca di Isole Comprese Teatro che porteranno Orazione Intima, tratto da Lettera agli analfabeti di Antonin Artaud: un monologo mozzafiato interpretato da Gillo Conti Bernini. Adattato per il Carcere, sia per gli ambienti che per la condivisione delle idee, nelle note di regia, Alessandro Fantechi ci ricorda che il Teatro come la libertà, è il gesto di un folle analfabeta, una sovversione di fatto, lo stridere di un ferro rovente” (28 luglio ore 17.00).

Al Teatro delle Ariette «sembra normale che nel carcere di Volterra ci sia un Teatro Stabile», così come sembra del tutto normale scegliere di festeggiare il loro Compleanno di terra, dentro il carcere di Volterra, uno spettacolo fatto di niente, che racconta 20 anni di vita e d’amore. Un teatro povero, illuminato dalla ricchezza delle esperienze di vita di 20 anni vissuti alle Ariette un podere di 3 ettari e mezzo sulle colline di Castello di Serravalle in provincia di Bologna (29 luglio, ore 17.00).

E come da tradizione, sensibile e sempre attento alle nuove generazioni teatrali, VolterraTeatro ospiterà Generazione Scenario: sarà dato infatti spazio agli spettacoli vincitori del Premio Scenario, del Premio Scenario per Ustica 2011 e ai due spettacoli con segnalazione speciale (28 luglio, ore 19.00).

Gli interventi poetici di Giacomo Trinci e Lidia Riviello dal titolo Ezra, Arthur e gli altri: Mercuzi a Volterra daranno ancora di più rilievo alla rivoluzione del Carcere. Un’esplosione di cultura senza precedenti, quindi, in tutti gli angoli, corridoi, sale, cortili e stanze del fantastico castello: con un ideale filo rosso si legherà il tema della Compagnia della Fortezza ai versi meravigliosi di Ezra Pound, Arthùr Rimabaud, Guillaume Apollinaire, Dino Campana (29 e 30 luglio, ore 17.00).

Le video animazioni del pittore Enrico Pantani, Abbiamo capito quando tacere, daranno colore e senso alla festa della Fortezza (dal 28 al 30 luglio).

A completare la magica ed esplosiva atmosfera del castello delle meraviglie, ci saranno

i musicisti di Quartiere Tamburi diretti da Marzio Del Testa (28 e 29 luglio, ore 14.30) e i fiati di Controquintetto (30 luglio, ore 14.30)) per ogni giorno di eventi all’interno della Fortezza richiameranno tutti gli spettatori dall’alto della torre del Maschio.

Il carcere, conferma in questa edizione, la sua vocazione a diventare una sorta di Circolo Pickwick con la presentazioni di libri e documentari.

Omaggio all’arte di Oreste Ferdinando Nannetti grazie al meraviglioso libro fotografico Nannetti a cura di Lucienne Peiry, direttore della Collection de l’Art Brut di Losanna. Presenterà l’incontro la scrittrice Igiaba Scego. Il catalogo ripercorre la vita dell’internato Oreste Ferdinando Nannetti, o come lui preferiva firmarsi N.O.F.4, acronimo del nome. È l’autore di uno straordinario “libro di pietra” inciso sul muro esterno del Padiglione Ferri dell’ex manicomio di Volterra, durante l’ora d’aria concessa ai pazienti. Un’opera senza precedenti che grazie alla cura del fotografo Pier Nello Manoni è riuscita a essere immortalata prima di svanire completamente in preda all’incuria del tempo e degli uomini. Sarà inoltre proiettato a seguire anche il documentario I graffiti della mente – N.O.F.4 Moro Secco Spinaceo realizzato da Erika Manoni e Pier Nello Manoni (27 luglio).

E ancora: Pippo Delbono con la presentazione del libro Dopo la battaglia ed. Barbès alla presenza di Leonetta Bentivoglio e Gennaro Migliore. (29 luglio);

Armando Punzo e la scena imprigionata – Segni di una poetica evasiva di Lapo Ciari ed. La Conchiglia di Santiago (30 luglio);

Teatri Re-esistenti – Confronti su teatri e cittadinaze di Laura Gobbi e Federica Zanetti ed. Titivillus (28 luglio).

FESTA DELLA LUCE- prima edizione

evento speciale per le piazze di Volterra e Pomarance

Dall’altro versante VolterraTeatro rilancia con l’mperdibile evento dell’estate 2011: la prima edizione della Festa della Luce. Un evento di portata internazionale che coinvolgerà i comuni di Pomarance e di Volterra, che così si riapproprierà della centralità della bellissima Piazza dei Priori, luogo simbolo della città.

Un unico grande evento lungo un intero weekend volterrano, dal 29 al 31 luglio, che partirà con un’anteprima e con il lancio del progetto il 27 luglio nel delizioso centro storico di Pomarance, dove si potrà assistere alle spettacolari proiezioni di Danny Rose nel Gran ballo d’Italia. Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, un vertiginoso excursus tra gli avvenimenti che hanno segnato il Risorgimento italiano e il melodramma, vero patrimonio della musica italiana.

Le proposte di Danny Rose, casa di produzione parigina diretta da Sergio Carrubba e da Paola Ciucci e che si avvale di un team d’eccellenza nel campo dell’elaborazione spettacolare dell’immagine e della luce, conosciuta in tutto il mondo per l’eccezionalità della proposta artistica (tra cui la chiusura dei XIX Winter Olimpic Games a Salt Lake City, la Notte Bianca a Barcellona, il grande musical “Romeo e Giulietta” diretto da Riccardo Cocciante), daranno luogo a un grandioso e sensazionale show multimediale site specific, ideato per gli incantevoli  centri storici di Volterra e Pomarance: una festa emozionante e fantasmagorica che trasformerà la città in un teatro a cielo aperto, uno spettacolo in partitura unica per luci, immagini, voci e paesaggi sonori. Un lungo viaggio nell’Opéra Lumière che saprà catalizzare nel territorio migliaia di persone che accorreranno per assistervi. Volterra riaprirà gli occhi a se stessa e si riaprirà al mondo attraverso la piazza, luogo dell’incontro e del confronto per eccellenza, e le mega-proiezioni di Danny Rose.

Piazza dei Priori ospita in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, in prima assoluta, un evento unico  Cenografia – Viaggio in Italia, la cena che diventa evento teatrale e (s)cenografico, che abbraccia tutti i sensi e diventa festa, convivio, spettacolo. Da nord a sud si attraversa la penisola: un viaggio a tavola tra i tesori dell’arte, il melodramma, la musica popolare e il Risorgimento. E’ una grande macchina del tempo che racconta i luoghi e le genti, la storia della nazione Italia con un omaggio speciale alla città di Volterra e al suo passato, dagli Etruschi al Medioevo. La piazza racconta la sua storia e quella dell’Italia intera, attraverso i sapori e le immagini che avvolgono il pubblico a tavola (29 luglio, Volterra).

L’ emozionante immersione nei paesaggi sonori e visivi ricreati da Danny Rose prosegue con Trance Continental Experience, un viaggio nella musica etnica dei cinque continenti così da rendere la piazza medioevale una straordinaria opera di arte contemporanea con i suoni e i colori del mondo – alla serata parteciperanno i musicisti Marco Messina (99 Posse) e Emanuele De Raymondi (30 luglio, Volterra).

Per concludere la trilogia, L’Illusionista, una poetry lecture dall’opera di Italo Calvino con la partecipazione straordinaria della Compagnia della Fortezza (31 luglio, Volterra).

Un’emozionante celebrazione della storia di Volterra, una storia lunga 2500 anni più altri venticinque: quelli di VolterraTeatro.

ANTEPRIMA FESTIVAL VOLTERRATEATRO 2011:

SIMONE CRISTICCHI E N.O.F. 4 – NANNETTI ORESTE FERNANDO

Per entrare in atmosfera festival, un anticipo di programma fissato per il 9 luglio (presso lo Charcot – Loc. Borgo San Lazzaro, 5-Volterra) con il cantautore Simone Cristicchi e il suo progetto C.I.M. – Nuove Storie dal Manicomio del Mondo. Lo spettacolo, intimo esempio di teatro-canzone, allestito appositamente per l’ospedale psichiatrico di Volterra, prende spunto dal testo “Corrispondenza Negata – epistolario della Nave dei Folli”, una preziosa raccolta di lettere, cartoline e missive mai spedite, scritte dagli internati e ritrovate negli anni Settanta all’interno degli archivi dell’ex Manicomio di Volterra. Nell’ambito della stessa giornata si potrà rendere omaggio alla straordinaria esistenza di N.O.F. 4 – Nannetti Oreste Fernando, autore del magnifico “libro di pietra” inciso lungo il muro del cortile esterno del Padiglione Ferri del manicomio di Volterra visitando quello che rimane (il tempo e l’incuria lo hanno ormai preso di mira) della straordinaria opera d’arte esempio tra i più importanti di Art Brut al mondo. Filo conduttore dell’evento è il mondo degli ospedali psichiatrici, realtà alle cui tematiche connesse VolterraTeatro ha sempre dato ampio spazio. L’evento in anteprima verrà realizzato dalla neonata associazione di Volterra Inclusione Graffito e Parola onlus.

I TEATRI DEI LUOGHI: progetto per la valorizzazione dei centri storici e dei tesori architettonici nei comuni dell’Alta val di Cecina

Grande fermento anche nei Comuni di Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C, da sempre terreni per sperimentazioni e contaminazioni artistiche.

A Castelnuovo V.C. il 23 luglio e a Montecatini V.C. il 24 luglio protagonista sarà l’eclettica  band dei Camillocromo, orchestra di sei musicisti dagli inconfondibili timbri swing, gipsy e balcanici, che travolgeranno con la loro energia i centri storici.

Grandi progetti anche a Pomarance, dove oltre alla prima tappa della Festa della Luce a cura di Danny Rose il 27 luglio nel centro storico, una serata indimenticabile, il 22 luglio, nella suggestiva e unica cornice della Rocca Sillana, ove sarà presentata Notte Campana, serata sulla poesia di Dino Campana con il notissimo attore toscano Carlo Monni accompagnato dai musicisti Arlo Bigazzi, Orio Odori e Giampiero Bigazzi.

In occasione di VolterraTeatro sarà presentata l’Associazione e sarà inaugurato lo Spazio “Officina Rolandi” nati in memoria della giornalista Piera Rolandi da sempre amica e sostenitrice del Festival e della Compagnia della Fortezza. Interventi di Massimo Marino (Palazzo Ricci, via C. Roncalli, 14 – Pomarance –  22 luglio ore 16.00).

INCONTRI, PERCORSI E LABORATORI

Nella sezione mostre, la consueta retrospettiva fotografica di Stefano Vaja ci accompagnerà attraverso i momenti più emozionanti della tournée fuori dal carcere dello spettacolo Hamlice – Saggio sulla fine di una civiltà della Compagnia della Fortezza ( Spazio espositivo di Via Turazza dal 18 al 31 luglio).

Suggestioni profonde, invece, dalla bellissima mostra di pittura dedicata al teatro  e in particolare all’evento dell’Hamlice della Compagnia della Fortezza all’Hangar Biccca di Milano, con i lavori di Renzo Francabandera – Dentro il fuori: sguardi sulle anime in transito ( Saletta del Giudice Conciliatore 18/31 luglio) – e quella dedicata alle illustrazione per l’editoria di Roberto Mastai – Storie da colorare ( Pinacoteca Civica di Volterra 18/31 luglio).

Krapp Last’s Post, il web magazine che segue con passione da anni  il teatro contemporaneo con recensioni, approfondimenti e interviste, sarà presente a VolterraTeatro con un progetto unico nella loro storia: tutti i redattori nazionali della testata on line si incontreranno nei giorni del Festival a Volterra con l’intento di confrontarsi e di fare il punto della situazione sulla loro esperienza.

Organizzati per l’occasione tre appuntamenti: un laboratorio condotto da Daniela Arcudi (caporedattore di KLP) e Bruno Bianchini con il tema Artigiani nel web. Editoria on line e l’esperienza 2.0 di klpteatro.it; un’assemblea aperta dal titolo (Per) (un) Teatro tra le nuvole. Gli stati generali di Krapp’s Last Post; e la mostra di Renzo Francabandera che da anni collabora con KLP

Le attività al Festival continuano con un altro laboratorio dedicato invece all’organizzazione e alla cura dei progetti teatrali e culturali condotto da Debora Pietrobono: Il mestiere dell’operatore teatrale.

Info Festival

Carte Blanche – Centro Teatro e Carcere di Volterra

Tel. 0588.80392 – fax: 0588 90528

e-mail: info@volterrateatro.it

www.volterrateatro.it

Ufficio stampa

Pepita Promoters s.n.c

tel 051.2919805

cell 347.2105801

e-mail: info@pepitapromoters.com

Come accedere agli spettacoli in carcere

http://www.volterrateatro.it/scheda_fortezza.htm

Progetto Carcere di Volterra 2011

http://www.volterrateatro.it/scheda_carcere.htm

Programma generale del Festival Volterra Teatro

http://www.volterrateatro.it/programma_main.php

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Il testo che segue è pubblicato nel fascicolo Studio Marconi Documenti n° 8 del 1982La nuova pittura tedesca >leggi

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Hangar Bicocca - Spazio d’arte contemporanea
Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca) | t. 02 853531764
Info e programmi su http://www.hangarbicocca.it

Fabbrica del Vapore
Viale Procaccini 4 | t. 02 88464102
Info e programmi su http://www.fabbricadelvapore.org

Fondazione Alessandro Durini - Palazzo Durini
Via Santa Maria Valle 2 | t. 02 8053029
Info e programmi su http://www.fondazionedurini.com

Fondazione Marconi
Via Tadino 15 | t. 02 29419232
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Fondazione Antonio Mazzotta
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Fondazione Mudima
Via Tadino 26 | t. 02 29409633
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Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 | t. 02 89075394
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