Fondazione Marconi Man Ray: The Fifty Faces of Juliet

The Fifty Faces of Juliet è una raccolta di cinquanta fotografie scattate tra il 1941 e il 1955
da Man Ray alla moglie Juliet.

Durata mostra: 10 giugno – 22 luglio 2011
Orari: fino al 18 giugno da martedì a sabato h 10,30 - 13 e 15,30 - 19
Dal 20 giugno al 22 luglio da lunedì a venerdì h. 10,30 – 13 e 15,30 -19

Man Ray conosce l!affascinante modella Juliet Browner in California, a Hollywood nel 1940
e nel 1946 i due decidono di sposarsi in un doppio matrimonio con Max Ernst e Dorothea
Tanning a Beverly Hills.
Le cinquanta fotografie che Man Ray ha realizzato sono “un messaggio e una
dichiarazione d!amore” a quella che fu per l!artista l!ultima amante e compagna, ma anche
amica, moglie, modella e musa ispiratrice .
Il suo volto è indimenticabile. (…)Queste cinquanta immagini sono il racconto di una vita,
d!altronde Man Ray l!ha sempre fotografata anche con il pensiero e con il desiderio, ha
rispettato la sua bellezza, ma l!ha di volta in volta inventata, riscritta, ridisegnata,
ricomposta, modificata, esaltata con il segno della sua matita, con un intervento grafico,
con la sovrapposizione di una stoffa, di una maglia trasparente, l!ha occultata dietro una
maschera, ha incorniciato il suo volto con un grande cappello alato, l!ha infine svelata nella
sua nudità , l!ha trasformata in un ricamo. Ha descritto le cinquanta anime di Juliet. (Janus
in The Fifty Faces of Juliet, 2009)
Sono cinquanta versioni differenti di Juliet: Juliet mentre suona il violino, in posa da
modella, con ricercati cappelli, in versione più sensuale, con il volto in primo piano, oppure
sdraiata o accovacciata … Altro aspetto che ricorre è l!attenzione alle mani che affiancano
spesso il viso di Juliet o addirittura sono queste il soggetto della fotografia, ricoperte dai
guanti, nude o solarizzate. Questo album ha carattere sperimentale, raccoglie tutte le sue
ricerche sulla luce: la solarizzazione, la retinatura, il sovrasviluppo e le grane ottenute in
fase di scatto o di stampa; inoltre molti degli scatti sono poi stati ritoccati con pastelli
colorati, ritorna spesso l!uso della carta velina o altri tipi di carta semi trasparente utilizzate
nello sviluppo del negativo in camera oscura.
Già nei primi anni “50 Man Ray aveva pensato di realizzare con queste fotografie
un!edizione dedicata a Juliet, ma a quell!epoca non trovò a Parigi un buon editore per la
pubblicazione e così lasciò perdere. Tempo dopo Giorgio Marconi vide quelle fotografie
nello studio dell!artista e chiese a Man Ray di comprarle ma quest!ultimo gliele avrebbe
vendute solo nel momento in cui Marconi avesse trovato un editore per farne un libro. Nel
1981, in occasione di una mostra alla Fondazione Mazzotta, Marconi riuscì a concordare la
realizzazione del libro The Fifty Faces of Juliet con Gabriele Mazzotta e Juliet, mantenendo
la promessa, anche dopo la morte di Man Ray, gli vendette le foto ma volle sostituire una
delle immagini con un!altra a colori che le piaceva di più. Il libro però non fu realizzato
come lo avrebbe voluto Man Ray. Mentre si pubblicava la prima edizione del libro, Giorgio
Marconi stava già pensando ad una eventuale nuova versione, pubblicando le foto a
grandezza naturale e rimettendo la fotografia scelta originariamente da Man Ray. Juliet
accettò l!idea e Giorgio Marconi le restituì la foto a colori.
In occasione della mostra sarà presentata la nuova pubblicazione di The Fifty Faces of
Juliet, come pensata e voluta da Man Ray. Il libro pubblicato da Carlo Cambi in
collaborazione con la Fondazione Marconi, con tiratura di 1.000 copie, è un!edizione
anastatica in lingua italiana / inglese in scala 1/1 composta da 50 fotografie vintage print
riprodotte in formato originale.
Man Ray (Emmanuel Radnitzsky) nasce a Philadelphia nel 1890 da genitori ebrei di origine russa
che erano emigrati negli Stati Uniti alcuni anni prima. Dopo gli studi secondari e i primi corsi di
disegno industriale, frequenta il Ferrer Center ed entra in contatto con Alfred Stieglitz e gli ambienti
dell!avanguardia newyorkese. Dopo le prime opere di ispirazione cubista avvia la sperimentazione
di varie tecniche – collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo – e inizia a dedicarsi alla
fotografia. Insieme a Marcel Duchamp è il principale animatore del dadaismo newyorkese e
promotore di numerose iniziative, dalla fondazione della Società degli artisti indipendenti (1916) e la
“Société Anonyme Inc.” (1920) alla pubblicazione della rivista “New York Dada” (1921).
Nascono in questa fase i primi “oggetti d!affezione”, tra cui il celebre Enigme d!Isidore Ducasse. Nel
1921 si trasferisce a Parigi, dove ritrova Marcel Duchamp, e nello stesso anno ha una personale
alla Librairie Six. Realizza i primi Rayographs, che pubblica nel volume Champs délicieux (1922)
con prefazione di Tristan Tzara. Dopo la partecipazione al Salon Dada, che si tiene nel 1922 alla
Galerie Montaigne, lavora al film Retour à la raison e si lega al gruppo dei surrealisti, con i quali
espone alla Galerie Pierre nel 1925 e in tutte le mostre successive. Rimane a Parigi fino al 1940,
affermandosi come uno dei migliori interpreti della poetica surrealista, con dipinti, assemblaggi
d!oggetti, film d!artista e sperimentazioni fotografiche, continuando ad esporre sia in Europa che in
America. Dopo lo scoppio della guerra si reca negli Stati Uniti, a Los Angeles dove rimane fino al
1951. Durante il soggiorno americano si dedica soprattutto alla pittura realizzando la serie
Equations shakesperiennes e Alphabet for Adults. Tornato a Parigi, continua la sperimentazione
fotografica, la creazione di dipinti e oggetti d!affezione. Nel 1959 l!Istitute of Contemporary Art di
Londra gli dedica una grande antologica e due anni dopo gli è conferita la medaglia d!oro per la
fotografia alla Biennale di Venezia. Nel 1966 prima grande retrospettiva a Los Angeles al County
Museum of Art. Nel 1970 si tiene una grande retrospettiva itinerante in varie sedi d!Europa, che si
inaugura al Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam. L!artista muore a Parigi il 18
novembre 1976. Juliet morì nel 1991.
Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea
Via Tadino, 15, 20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32 fax 02 29 41 72 78
info@fondazionemarconi.org
http://www.fondazionemarconi.org
Inaugurazione mostra: 9 giugno 2011 ore 19
Durata mostra: 10 giugno – 22 luglio 2011
Orari: fino al 18 giugno da martedì a sabato h 10,30 – 13 e 15,30 – 19
Dal 20 giugno al 22 luglio da lunedì a venerdì h. 10,30 – 13 e 15,30 -19
Ingresso gratuito
Ufficio stampa: Cristina Pariset tel. 02-4812584 fax 02 4812486
cell 348-5109589 cristina.pariset@libero.it
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